TELESCRITTURA: NASCITA E CENNI STORICI

 

telescritturaLa telescrittura esplose intorno al 1850 come un fenomeno di tipo spiritico, un mezzo per comunicazioni trascendenti. Nella metà dell’800 si iniziò ad utilizzare una tavoletta che veniva definita ouija, un neologismo ricavato dall’unione di due lingue: inglese e tedesco. Successivamente questa tavoletta venne sostituita da oggetti più semplici, tra i quali prevalse un piccolo bicchiere a coppetta rovesciato. Per mezzo della ouija si ebbero attorno al 1915 le famose comunicazioni di Patience Worth, una personalità inglese che affermava di essere vissuta nella seconda metà del 600 e che dettò numerosi romanzi, tra i quali ricordiamo The Sorry Tale (La triste storia) e il poema Telka. La telescrittura, in realtà, è sempre esistita in ogni civiltà: lo stessa Pitagora utilizzava una sorta di ouija ante litteram. Qualcuno ipotizza che la pratica della telescrittura sia rinata in Francia nella metà del secolo scorso divulgata da persone vissute a contatto con la cultura orientale, soprattutto con l’Indocina. L’unico dato certo è la sua grande diffusione, a partire da quel periodo, negli ambienti spiritici. In Italia venne scoperta da Salvatore Occhipinti, un avvocato milanese che nel 1940 coniò proprio il neologismo telescrittura. L’esempio più recente di una coppia che si dedica con successo alla pratica della telescrittura è quella dei coniugi Bettina e Filippo Liverziani. Tra i gruppi che praticano la telescrittura ricordiamo il famoso cerchio Astorga nato a Palermo intorno agli anni settanta, l’importante cerchio medianico sorto attorno allo studioso Franco Lanari, a Roma, e il Movimento della Speranza sorto per opera di alcuni genitori che avevano perso i loro figli e che, in questo modo, li hanno un po’ ritrovati.

 

COME SI PRATICA LA TELESCRITTURA

 

La pratica della telescrittura è molto semplice. Per realizzarla occorrono 4 elementi:

1)     Un cartellone con lettere e numeri.

2)     Un piccolo oggetto, come una moneta.

3)     Almeno due persone.

4)     Un po’ di pazienza.

Il cartellone è un foglio rigido, meglio se circolare, su cui vengono tracciate tutte le lettere dell’alfabeto e i numeri dallo 0 al 9. È opportuno aggiungere le parole “si”, “no” e altre parole a scelta per favorire il dialogo. Il posto ideale su cui posare il cartellone è un tavolo di dimensioni tali da permettere ai presenti di seguire il movimento dell’oggetto stando comodamente seduti. È preferibile disporsi a cerchio. È importante che il materiale del cartellone sia scorrevole e che abbia una certa rigidità per evitare che si pieghi durante la fase di movimento dell’oggetto.

Per quanto riguarda il piccolo oggetto possiamo dire che normalmente si parla di piattino e di bicchierino. In realtà può essere usato qualsiasi oggetto sul quale si possano appoggiare comodamente le dita dei partecipanti e che sia atto a scorrere sul cartellone: una moneta, un piccolo contenitore, un tappo, etc.

Due sono gli sperimentatori minimi necessari e non esiste un numero massimo assoluto. Vi consiglio, però, di essere in pochi per favorire la concentrazione. È inoltre utile che ci sia una persona che non partecipi direttamente alla seduta per trascrivere quanto accade.

Ogni partecipante dovrà porre un dito sull’oggetto al centro del cartellone e con molta pazienza bisognerà attendere che il bicchierino si sposti. Quando il fenomeno avrà inizio ogni partecipante avvertirà una strana sensazione: gli sembrerà che lo spostamento dell’oggetto sia prodotto dagli altri.  Quando il bicchierino si muoverà occorrerà formulare delle domande precise e aspettare con pazienza le relative risposte. Quando si vorrà interrompere il dialogo basterà semplicemente staccare le dita dall’oggetto e salutare prima di accomiatarsi. Alcune persone usano rutali o preghiere prima di iniziare la telescrittura: questo può servire a favorire la concentrazione, ma non è necessario. Per una buona sperimentazione si possono seguire alcuni consigli, ma non esistono regole precise: ognuno dovrà farsi una propria esperienza. Salvatore Occhipinti, dopo dieci anni di studi, constatò che: “per ottenere risultati pregevoli, i soli che in definitiva contino, non basta una spiccata sensibilità, ma altresì occorrono passione, perseveranza ed esercizio”.

 

GLI ASPETTI OGGETTIVI DELLA TELESCRITTURA

 

Di seguito gli aspetti oggettivi della telescrittura:

1)     Lo spostamento del bicchierino avviene grazie al movimento coordinato delle braccia dei partecipanti. L’oggetto viene guidato da una volontà autonoma che non corrisponde alle singole personalità presenti.

2)     Spesso le risposte rivelano informazioni sconosciute ai presenti. Possono, quindi, subentrare fenomeni paranormali intellettivi come telepatia, chiaroveggenza e precognizione.

3)      Talvolta si ottengono composizioni artistiche di buon livello: poesie, prose, melodie…

4)     In rare occasioni si ottengono delle reali comunicazioni medianiche con viventi e con defunti.

 

IL DISEGNO COME COMPLEMENTO DELLA TELESCRITTURA

Ecco come poter utilizzare il disegno come complemento della telescrittura. Dovete essere almeno due persone. Prendete il tabellone per la telescrittura e sistematevi accanto, su un tavolo, una fila di pennarelli colorati e un foglio da disegno di grandi dimensioni. Dopo aver instaurato un dialogo attraverso la telescrittura domandate espressamente di poter elaborare un disegno. Potreste anche richiedere uno specifico tema o soggetto. Se la risposta fosse positiva, su vostro suggerimento verbale, il piattino indicherà uno dei pennarelli colorati. Ogni sperimentatore, quindi, impugnerà il pennarello segnalato e l’esecuzione del disegno avrà inizio. Quando il pennarello si fermerà occorrerà cambiare colore e riporre al suo posto quello utilizzato fino a quel momento. Appoggiando nuovamente le dita sul piattino lo lascerete scorrere fino ad individuare il nuovo pennarello che dovrete utilizzare. E coì via fino alla fine del disegno.

Spesso la composizione inizia con un particolare assolutamente secondario, di solito al centro del foglio, per poi svilupparsi in senso circolare. Molte volte il soggetto elaborato appare chiaro solo quando il disegno è quasi finito. Sono frequenti cerchi, spirali e l’uso della tecnica del puntinismo. Nel caso fra i partecipanti alla seduta fosse presente un bravo disegnatore è opportuno richiedere che l’immagine si formi capovolta rispetto alla sua persona: anche un buon pittore farà, infatti, fatica a dipingere un quadro alla rovescia.

 

ARTISTI LEGATI ALLA TELESCRITTURA

1)     Esistono molti esempi di romanzi creati per scrittura automatica, addirittura romanzi scritti o dettati in trance profonda con cambiamento di personalità e successiva amnesia. Pensiamo a  GOETHE che in stato incosciente compose le sue poesie e a WILLIAM BLAKE che stese il poema Jerusalem con la scrittura automatica. Attraverso Pearl Leonore Curran la personalità di Patience Worth dettò nel 1913 il poema Telka in sole 35 ore: 70.000 parole dell’inglese arcaico anteriore al 1600.

2)     Analogo fenomeno avvenne, anche se in minor misura,  nel campo della musica e della scultura.

3)     Questo fenomeno nella pittura è molto ricorrente. Alcuni sensitivi, per esempio, riproducono opere di grandi artisti del passato. Pensiamo a Gustavo Adolfo Rol che dipingeva con lo stile di Ravier e di Kandinsky. Altri soggetti medianici riescono persino a disegnare il ritratto di defunti a loro sconosciuti, quasi sempre parenti di una persona presente alle sedute.

 

CONSIGLI PER EVITARE PERICOLI DURANTE LA TELESCRITTURA E LA PSICOSCRITTURA

1)     NON CREDERE CIECAMENTE A QUANTO EMERSO DURANTE LE RIUNIONI. Non credete a priori né alla fonte né al contenuto.  Filippo Laverziani si pone la domanda “come dovrebbe essere la comunicazione per farci realmente convinti della sua autenticità”? Poi si risponde elencando i seguenti requisiti:

a)     L’entità deve dare la chiara impressione di essere veramente lei.

b)     L’entità deve esprimere concetti abitualmente suoi.

c)     L’entità deve esprimere la propria caratteristica emotività in tutte le sue sfumature.

d)     L’entità deve esprimersi nel consueto linguaggio.

e)     L’entità deve dimostrarsi informata di cose che solo lei può conoscere insieme ai suoi famigliari o amici presenti.

f)      L’entità deve dimostrarsi informata di cose che solo lei stessa conosce e che i presenti ignorano.

2)     NON USATE LA TELESCRITTURA PER FUGGIRE DALLA REALTA’.

3)     MANTENETE SEMPRE LA CALMA. Potrebbe, per esempio, capitare che durante una seduta un partecipante cada in stato di trance.  Cercate di dialogare con calma e tranquillità con la persona subentrata, invitandola poi gentilmente ad andarsene.

4)     SOSPENDETE L’INCONTRO SE SI PRESENTANO DEMONI.  Io ritengo del tutto ingiustificata questa paura, ma tuttavia qualora capitasse è buona norma sospendere l’incontro e rimandarlo in occasioni più positive.

5)     SOSPENDETE L’INCONTRO SE SUBENTRA LA STANCHEZZA.

 

Stefano Beverini “Manuale di scrittura automatica e telescrittura”

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