numeriUno – siamo di fronte a uno dei concetti più semplici e al tempo stesso più difficili di tutta la tradizione esoterica. L’unità è comprensibile da chiunque ma è, al tempo stesso, legata necessariamente al molteplice: pensiamo all’uno perché esiste anche ciò che è diverso dall’uno. Uno solitario sarebbe tutta l’esistenza e basta e non avrebbe nemmeno la possibilità di porsi come “uno”. L’uno, quindi, richiede di necessità almeno il due, la ripetizione dell’uno.

Due – tra le civiltà che maggiormente hanno esaltato questo numero vi è quella egizia. Il loro pensiero, infatti, era condizionato dalla visione dualistica di tutta l’esistenza.

Tre – questo numero significa pluralità, completezza, base di qualunque ulteriore evoluzione verso un’unità superiore. Nella lingua egiziana indicava il plurale e quindi il tre simboleggiava per loro la pluralità: simboleggiare tre dei significava rappresentarli tutti.

Quattro – in senso esoterico, sia per gli egizi che per i greci, il quattro costituiva un numero importante perché è l’ultimo numero che sommato ai primi tre dà come risultato 10, numero perfetto che congloba in sé tutti gli altri. Ritroviamo il quattro anche nella cosmografia egizia: quattro pilastri reggevano il cosmo e quattro erano i lati del quadrato di base della piramide.

Cinque – questo numero, rappresentando nel pentagono i cinque vertici che toccano la circonferenza dell’universo, raffigura l’uomo vitruviano e stabilisce un ideale di equilibrio e di bellezza.

Sei – questo numero vive di vita propria e di vita riflessa. Di vita propria perché corrispondendo ai sei vertici del Sigillo di Salomone disegna nello spazio la stella a sei punte, simbolo dei quattro elementi della totalità del cosmo. Di vita riflessa perché, soprattutto nel pensiero egizio, corrispondeva alla duplicazione del tre.

Sette – numero magico per eccellenza, forse perché sentito come composizione di tre (pluralità) e quattro (totalità), numeri di importanza fondamentale nella tradizione esoterica. Da epoca immemorabile è associato all’azione divina nel mondo (i sette giorni della creazione) o a qualsiasi concetto che implichi uno spazio temporale sacro. Per il pensiero tradizionale sette sono i metalli e sette sono i pianeti. Nell’antico Egitto sette erano gli unguenti sacri e sette i nodi magici contro il mal di testa. Si riteneva inoltre che il dio Ra avesse sette anime.

Otto – interpretato come la duplicazione del quattro indicherebbe pertanto la perfezione della forma. Corrisponde alla giustizia (o ottava lama dei tarocchi). Simboleggia la resurrezione alchemica.

Nove – numero importante nella tradizione egizia per la sua ciclica ripetizione del tre.

Dieci – dagli antichi egizi in poi costituisce un limite esoterico invalicabile perché rappresenta la totalità dei numeri con definito significato simbolico. Sia per gli egizi che per i greci costituisce la perfezione di ogni sistema numerico. Tutto l’universo è composto da ripetizioni della serie 1-10. Il 10 comprenderebbe, pertanto, tutto il cosmo, sorto dal rapporto tra essere e non essere.

Significati dei numeri