L’Operatore olistico o spirituale è un facilitatore del benessere psicofisico e dell’evoluzione integrata, che opera attraverso l’uso di tecniche energetiche, artistiche, culturali e spirituali attivando processi di trasformazione e crescita della consapevolezza di sé.

 

L’operatore è colui che opera: compie un’azione, agisce, interviene ed in senso più ampio la sua opera è diretta ad un fine, quello di ricondurre l’essere umano ad uno stato di quiete, di armonia, di pacificazione. Il suo compito è quello di prendersi a cuore l’anima di chi a lui si rivolge, di percepire l’altro con profonda sensibilità, attraverso l’utilizzo dei propri canali, che è necessario mantenere costantemente puliti ed aperti senza esser intaccati dal giudizio e dall’ego.

Spesso non risulta chiara la distinzione tra Ego e Consapevolezza.

L’Ego vuole essere fortemente nutrito e rimpinguato, sfrutta le risorse dell’essere umano a suo vantaggio e non a vantaggio dell’essere umano. L’ego offusca la capacità di connessione, di percezione, facendo perdere la coscienza di Sé e di cosa si è venuti a fare in questo mondo. L’ego è l’antitesi dello spirito. Abilissimo manipolatore, abilissimo truffatore, abilissimo illusionista. La consapevolezza, come mostra la stessa parola, è il portare la conoscenza dentro di sé (con+sapere), perfettamente integrata ed armonizzata col resto della persona, in un stato coerente con il Tutto. La consapevolezza è un divenire, non si apprende né s’inculca, non è un dato o una nozione ma è la costruzione continuativa del proprio modo di rapportarsi col mondo. È il caso della consapevolezza delle proprie abilità e capacità, che orienta ed entusiasma o della consapevolezza del dolore, che rende compassionevoli e gentili, così come della consapevolezza di essere amati, che rende invulnerabili. La consapevolezza rende forti ed è quel tipo di sapere che dà forma all’etica, alla condotta di vita, alla disciplina, rendendoci autentici.

In questo tempo, c’è difficoltà a mettere da parte l’ego, abituati come siamo da sempre a dovere e voler far qualcosa per migliorare le situazioni. Oggi è tempo di renderci semplicemente canali a servizio, perché le intuizioni e tutto il nostro sapere e il nostro operato viene rivolto all’altro in maniera amorevole dal mondo spirituale che ci guida in questa “opera”.

L’operatore non deve confinarsi dietro le informazioni, le conoscenze ed il sapere appreso poiché ci potrebbe essere qualcosa di disponibile nel Campo di diverso da quello che si crede, da ciò che si pensa possa andar bene ed essere giusto per l’altro. Quando il cliente esprime il proprio disagio, si possono tirar fuori tutti gli strumenti del nostro lavoro, le abilità e le conoscenze, le tecniche e la disciplina ma la prima azione da compiere è mettere l’altro a proprio agio, saperlo ascoltare ed osservare in ogni sua espressione e gestualità. L’operatore deve ricordarsi di scendere dai gradini del Palazzo dell’Ego, dalla maestosità delle architetture che mostrano sfarzo e sfavillio, deve ricevere il proprio cliente nel giardino armonioso dell’Amore che può ospitarlo sapendo sedersi con lui l’uno di fronte all’altro, allo stesso livello, come dinnanzi ad uno specchio. La sua immagine è l’immagine del cliente, in quel momento l’operatore è il primo ad essere allievo ed il cliente insegnante: “ogni persona che incontri è migliore di te in qualcosa; in quella cosa impara“, diceva Mahatma Gandhi.

Non esiste separazione per la Coscienza ed è in quello stato dell’Essere che avvengono cambiamenti e trasformazioni, così come evidenziano le ricerche della recente fisica quantistica.

Il servizio dell’operatore è di profonda cura e attenzione verso l’altro, motivandolo alla comprensione del proprio vissuto per lo sviluppo della Consapevolezza. In questo piano di esistenza si apprende nella sofferenza e nella conflittualità ma tramite le esperienze propedeutiche del karma come legge universale della Vita, di causa ed effetto, di azione e reazione, di situazioni che si generano mediante il nostro operato si può ricreare costantemente il destino poiché si costituisce dai pensieri di oggi, dalle emozioni, dagli atteggiamenti e dalle vibrazioni che emettiamo. L’ operatore non è l’arrivato, colui che ha il sapere tra le mani ma è il primo che sa chiedere aiuto, sostegno ad altri collaboratori, colleghi, amici per poter continuare a svolgere un lavoro di tipo personale nella propria famiglia, nei propri ambiti affettivi e lavorativi. Non è colui che detiene il potere poiché esso obbliga l’altro, ma propone un aiuto solidale. L’ operatore spirituale va retribuito poiché svolge un lavoro in cui si è formato studiando, apprendendo, frequentando corsi e seminari, impegnando del tempo nella sua preparazione professionale ma ciò che differenzia la sua azione da un lavoro è che svolge una missione che sente profondamente all’interno del cuore e se questo cuore non palpita d’ amore il suo lavoro non potrà esser migliore di un altro. Quando si lavora con amore si rende tutto migliore e così come il medico offre il proprio operato, la propria consapevolezza e saggezza, il proprio studio e la propria ricerca, i propri master, la propria università, il tempo impegnato e l’esperienza per offrire un intervento migliore perché si è specializzato in qualcosa, così deve fare l’operatore.

Esiste un momento nella vita dell’operatore in cui si prende una piega, una direzione in un determinato ambito ma è opportuno che egli conosca il tutto perché comprenda in prima persona cosa significa olistico. Ciò che fa l’operatore è prendersi cura dell’aspetto più sottile che è l’anima dell’essere umano, dell’essere spirituale incarnato: l’anima dà vita, l’anima è scintilla divina e rappresenta qualcosa che ci contraddistingue gli uni dagli altri poiché facciamo parte di un unico vero fulcro comune che è l’amore che ci ha generato ma esistono varie sfaccettature di cultura, di filosofie, di spazio, di tempo e di esperienze in questa dimensione. Cosa ci contraddistingue gli uni dagli altri? La consapevolezza.

La coscienza, la presenza a se stessi è fondamentale per svolgere sessioni di profondo calibro spirituale. L’operatore olistico o spirituale è colui che infonde fiducia, fede e coraggio a chi sta prendendo per mano, che sa mettere da parte l’ ego, che non ha bisogno di appendere attestati, certificati e diplomi ai muri né di indossare medaglie in petto o prendere dei punti per il proprio operato ma si riflette nel sorriso dell’altro e ciò che regalerà all’altro donerà a lui la gioia di continuare a fare ciò che sta facendo con profonda partecipazione. L’operatore olistico è colui che è in grado di prendersi cura della profondità della propria spiritualità e della spiritualità dell’altro perché in esso si interfaccia. Ciò che viene fatto all’altro lo si fa a noi stessi, così come si manifesta nella regola aurea: “non fare agli altri ciò che non vuoi venga fatto a te” oppure in senso positivo “fai all’altro ciò che vuoi sia fatto a te”. Questa è una legge divina alla quale non ci si può sottrarre.

Il codice deontologico – le norme etiche

L’Operatore Olistico o Spirituale fonda la propria professione sui principi etici dell’accoglienza e del rispetto, dell’ascolto e della gentilezza, della dignità e della responsabilità, della competenza e della saggezza e considera l’essere umano nella sua globalità di corpo, mente e spirito. Egli adotta condotte non lesive per i propri clienti e non usa il proprio ruolo e i propri strumenti professionali per assicurare a sé o ad altri indebiti vantaggi.

L’operatore non è un terapeuta, non fa diagnosi e non cura malattie fisiche o psichiche, non prescrive medicine o rimedi, non si pone in conflitto con la medicina ufficiale, non si occupa di tutto ciò che è di competenza medica, non fa diagnosi e/o prescrizioni ma collabora con la medicina ufficiale, sostenendola ed integrandola con le proprie competenze al fine di promuovere il benessere globale delle persona.

Si comporta sempre in modo equanime verso clienti e colleghi, indipendentemente da provenienza, etnia, sesso, orientamento sessuale, credenze religiose o diversità. Egli è consapevole che per il proprio operato può intervenire significativamente nella vita dei proprie clienti, pertanto deve evitare l’uso non appropriato della sua influenza e non utilizzare indebitamente la fiducia e le eventuali situazioni di dipendenza dei clienti a proprio favore. Il comportamento dell’operatore, anche al di fuori dell’esercizio della professione, deve essere consono al decoro e alla dignità della persona.

Esercita la propria attività secondo coscienza, riconoscendo, rispettando e difendendo l’alto valore della vita. L’operatore è consapevole dei propri limiti, riconosce i limiti della propria competenza e non suscita aspettative infondate nel cliente. Egli utilizza solo strumenti e tecniche per i quali ha acquisito adeguata conoscenza e competenza e, ove necessario, formale autorizzazione.

L’operatore è tenuto al segreto professionale e mantiene il più assoluto riserbo su fatti e notizie riguardanti il cliente e su quanto emerge nel corso del trattamento, proteggendone la privacy. Opera per il pieno benessere del cliente e solo dietro richiesta personale dello stesso.

L’operatore olistico o Spirituale è tenuto ad aggiornarsi costantemente per migliorare in competenza e professionalità, mantenendo un livello adeguato di preparazione con particolare riguardo ai settori nei quali opera.

 

Francesca Belmonte

Ricercatrice Evolutiva, parapsicologa (formazione presso la scuola di parapsicologia pratica “Enigma” di Slavy Gehring)

Esperta in RICONNESSIONE QUANTICA metodo Matrix Energetics, conduce COSTELLAZIONI SISTEMICHE INDIVIDUALI E DI GRUPPO – RICERCA TRANSGENERAZIONALE E GENOSOCIOGRAMMA – REGRESSIONE ALLE VITE PASSATE metodo dr. Brian Weiss – CHANNELING E MEDIANITA’- PURIFICAZIONE ENERGETICA della persona e degli ambienti (FENG SHUI).

www.ilrisvegliodellanima.com

 

 

L’operatore olistico o spirituale: quali sono le sue funzioni, le regole morali, etiche e professionali.

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